L’italia in recessione tecnica

By admin at 4 November, 2008, 8:36 pm

L’italia in recessione tecnica. L’Italia è entrata in una fase di recessione tecnica e chiuderà il 2008 e il 2009 con una crescita zero. A certificarlo sono le previsioni d’autunno della Commissione europea che ha tagliato drasticamente le stime di crescita di tutta Eurolandia: il prossimo anno dovrebbe infatti chiudersi per la zona euro con uno striminzito 0,1%, con Francia e Germania anch’esse a quota zero e la Spagna a quota -0,2%. “Siamo in crisi, ma allineati con gli altri Paesi europei”, ha commentato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, arrivato a Bruxelles per la riunione dell’Eurogruppo. E il ministro si è detto soddisfatto per le previsioni della Commissione Ue sul fronte del deficit italiano, anche se questo salirà dall’1,6% del 2007 al 2,5% del 2008 e al 2,6% del 2009. “Si conferma la validità dei nostri numeri, quelli della Finanziaria triennale”, ha detto Tremonti, ricordando come per l’Italia non vale lo scenario di altri Stati di Eurolandia il cui disavanzo sforerà nuovamente il 3%, come nel caso della Francia.

 - PREVISIONI DA PRENDERE CON LE PINZE. Lo scenario delineato nelle nuove previsioni della Commissione Ue è quanto mai pessimista. “L’economia europea è ferma” e davanti a noi abbiamo “un orizzonte cupo”, ha sottolineato il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, spiegando come la leggera ripresa prevista per il 2010 è messa più che mai a rischio dalla “elevatissima incertezza” dovuta alla crisi finanziaria. Crisi che potrebbe anche aggravarsi nelle prossime settimane. “Ormai la recessione è un rischio concreto per alcuni Paesi, per la zona euro e per l’intera Unione europea”, ha sottolienato Almunia, per il quale “la situazione é lungi dall’essere tornata normale, con un rallentamento dell’economia che al momento è rapidissimo”.

La speranza – ha spiegato il commissario Ue – è che “ci possa essere un recupero graduale nella seconda metà dell’anno prossimo, così da permettere una leggera ripresa l’anno successivo, che potrebbe chiudersi con un Pil di Eurolandia allo 0,9%”. Questo anche grazie al previsto calo dei prezzi delle materie prime, a partire da quello del petrolio, che dovrebbe riportare l’inflazione della zona euro dal 3,5% del 2008 al 2,2% nel 2009 e al 2,1% nel 2010. Ma – ha riconosciuto Almunia – si tratta di uno scenario molto prudente”. E le previsioni per il 2010 – ha ammesso – sono da prendere con le pinze”. Perché “nessuno è profeta, e nessuno ha cognizione di quello che accadrà nel prossimo futuro”.

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