Inflazione
By admin at 28 June, 2008, 8:44 pm
Come va l’inflazione in Europa nelle ultime settimane? Tutti noi ci siamo accorti dell’aumento del costo della benzina ed in generale dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari, contribuendo così all’impoverimento delle famiglie non solo italiane ma anche Europee. Vediamo quali sono le principali cause di questa situazione attuale.
Pericolo inflazione dietro l’angolo anche per il settore bancario. Il surriscaldamento dei prezzi è divenuto negli ultimi mesi il driver macroeconomico principale a livello globale, andando ad affiancare e scalzare, secondo alcuni economisti, i timori di un rallentamento generalizzato del trend di crescita e la possibile entrata in recessione degli Stati Uniti. Un mix di fattori potenzialmente in grado di intaccare la dinamica degli utili di diversi settori, compreso quello finanziario, quest’ultimo già alle prese con i minori introiti dovuti ai lasciti negativi della crisi subprime. Lo shock inflazionistico a cui stiamo assistendo è frutto principalmente dell’inarrestabile ascesa dei prezzi di petrolio, materie prime in generale e commodities agricole in particolare. In attesa dei dati definitivi in arrivo nelle prossime settimane, i dati preliminari di maggio sull’inflazione in Eurolandia hanno fatto scattare nuovamente il campanello d’allarme dopo la frenata di aprile. I prezzi al consumo hanno evidenziato a maggio, secondo i dati preliminari, una nuova piccola impennata portandosi a +3,6% su base annua, in aumento dal +3,3% di aprile. Ma il punto di snodo principale nei prossimi mesi sarà la durata di questa spirale inflazionistica e le mosse che porteranno avanti le autorità di politica monetaria, dalla Bce alla Fed, passando per le banche centrali di paesi emergenti quali Cina e India alle prese con un maggiore surriscaldamento dei prezzi. Banche, minacce sia nel breve sia nel medio termine. La variabile inflazione è in grado di cambiare le carte in tavola sul mercato azionario, modificando le prospettive per i singoli settori. E le scelte di investimento andranno a privilegiare quelli meno esposti al rischio inflazione, penalizzando invece i settori non al riparo dai contraccolpi negativi del caro prezzi. Tra questi figura il settore bancario e i finanziari in generale, la cui profittabilità “reale” è solitamente messa a dura prova in periodi di deciso surriscaldamento dei prezzi.
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