ECONOMIA: E gli altri paesi Europei?

By admin at 29 October, 2008, 11:29 am

ECONOMIA: E gli altri paesi Europei? Nella maggior parte degli altri Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro, la crescita del PIL è stata piuttosto stabile nel secondo trimestre mentre gli andamenti dell’inflazione in agosto sono stati contrastanti. In Svezia la crescita sul periodo precedente ha continuato a diminuire, collocandosi allo 0,0 per cento nel secondo trimestre (ben al di sotto della media di lungo periodo pari allo 0,8 per cento). In Danimarca, l’incremento del PIL in termini reali sul periodo precedente è salito allo 0,6 per cento nel secondo trimestre (rispetto alla media di lungo periodo dello 0,5 per cento), dopo la crescita negativa del primo trimestre pari a -0,8 per cento. In agosto gli indicatori del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese del commercio al dettaglio hanno continuato a diminuire
in entrambi i paesi, mentre l’inflazione sul periodo corrispondente misurata sullo IAPC è ulteriormente aumentata, portandosi al 4,8 per cento in Danimarca e al 4,1 per cento in Svezia. Il 4 settembre la Sveriges Riksbank ha aumentato il tasso di riferimento principale di 25 punti base al 4,75 per cento.
In tre dei quattro principali paesi dell’Europa centrale e orientale la crescita economica è rimasta stabile nel secondo trimestre, registrando un tasso sul periodo precedente pari allo 0,6 per cento in Ungheria, allo 0,9 nella Repubblica Ceca e all’1,5 in Polonia. Il tasso di espansione del PIL sul periodo corrispondente è ulteriormente aumentato in Romania, dove ha toccato il 9,3 per cento nel secondo trimestre. Gli indicatori delle vendite al dettaglio e del clima di fiducia dei consumatori sono peggiorati nella Repubblica Ceca e in Polonia nei mesi recenti fino ad agosto, mentre sono rimasti sostanzialmente stabili o sono migliorati rispettivamente in Romania e in Ungheria. In agosto l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC è diminuita nella Repubblica Ceca (al 6,2 per cento dal 6,8 di luglio), in Ungheria (al 6,4 per cento dal 7,0 di luglio) e in Romania (all’8,1 per cento dal 9,1 di luglio), mentre è rimasta  ostanzialmente invariata in Polonia (al 4,4 per cento). Il calo dei tassi di inflazione nella Repubblica Ceca, in Ungheria e in Romania è stato attribuito in gran parte alla riduzione dell’impatto dei rincari dello scorso anno, mentre in Polonia la vigorosa dinamica salariale ha contribuito a mantenere livelli di inflazione elevati.

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